sabato 14 settembre 2019

Musicisti e deejays, il mio parere

Buongiorno a tutti i miei fidati lettori,
sono 23 anni che faccio il deejay, quindi mi avvalgo di ciò per dare un mio personalissimo parere.
Ho stilato una serie di differenze che ritengo possano essere applicabili alla maggior parte dei musicisti coveristi e dei deejays non professionisti.

Il musicista coverista non professionista (da ora in poi M.C.N.P.) compra uno strumento, lo studia, impara a suonarlo, si applica finché non diventa un buon esecutore, poi parla con degli amici a loro volta musicisti coveristi e crea un gruppo o si aggrega ad uno esistente.
Si concentra prevalentemente sul genere musicale che suona (nel 90% dei casi diversissimo da quello studiato) si isola in un centinaio di canzoni e difficilmente è aggiornato sugli sviluppi della musica.
Quando va a suonare, si affida all'impianto dell'amico o nel migliore dei casi ad un altro amico non professionista che porta l'impianto, con il risultato che (vecchi audiofili rompicoglioni a parte) il pubblico finirà per dire: "Bravi, suonano bene,  ma si sentiva male, il volume era indecente!"
Il deejay che lo fa per passione (perché ci sono anche quelli che lo fanno solo per soldi...) non deve fare altro che premere play da una parte e poi play dall'altra muovendo dei cursori, ma nella maggior parte dei casi non è supportato da nessun'altro. Quindi oltre a dover curare la musica, deve anche interessarsi della sonorizzazione dei luoghi in cui suona e se qualcosa va storto è sua unica responsabilità.

La preparazione per una serata ha dei punti in comune:

  • la padronanza dello strumento (sia esso da suonare o da programmare);
  • le prove;
  • l'esecuzione di fronte al pubblico.

Ed alcuni completamente diversi:

  • allestimento del palco, scenografia e luci;
  • collegamento dell'impianto e regolazioni;
  • prova dell'impianto in loco per poterlo far suonare al meglio delle sue potenzialità in base all'ambiente;
  • documenti per la messa in regola e il pagamento delle tasse.

Sì, sono un po' polemico, perché la maggior parte dei musicisti coveristi non professionisti con cui ho parlato, senza alcun rispetto, hanno detto che il deejay non suona, in ogni momento è "pronto all'uso" e che non capisce un c...o di musica, solo perché non è molto efferrato su 10 dei 100 pezzi che il musicista conosce perfettamente perché li deve "coverare".

Per molti anni in cui organizzavo feste private a casa mia o di amici, ero convinto che avessero ragione, ma non mi stavo accorgendo di quanta musica avevo la fortuna di ascoltare, quanti generi e quanta libertà in più offrisse il ruolo da deejay!
Il M.C.N.P. dovrebbe provare a fare il deejay, prima di dire che significa solo premere play, sono quasi convinto che sarebbe talmente sorpreso del lavoro che c'è dietro a 360° che dal giorno dopo inizierebbe a desiderare di ampliare le sue conoscenze al di fuori di quello che gli è imposto dal gruppo a cui appartiene.
Inizierebbe con il dover ascoltare una infinita quantità di musica, spesso contro le sue idee di definizione della stessa, poi la dovrà valutare e farsi una lista di quello che gli piace.
Poi dovrà creare un ambiente nel PC o nel lettore CDJ con delle facilitazioni per trovare i pezzi (io compilo i commenti) per poterli filtrare velocemente all'evenienza.
Poi non avrà più l'amichetto che gli collega l'unico cavo con cui si presenta sul palco, non avrà neanche il palco, il mixer le casse e le luci (con relativo controller dedicato).

Già che ci sono provo ad immaginare cosa farebbe.

Per prima cosa, dopo aver letto decine di blog sull'argomento, andrà da un negozio o più probabilmente su internet e comprerà un set usato al minor prezzo disponibile (così se non si appassiona, almeno ha speso poco).
Poi quando gli arriverà l'attrezzatura metterà tutto sul pavimento di una stanza e inizierà a pensare che non ce la farà mai!
Allora si metterà davanti a youtube e cercherà come collegare tutto quanto, rendendosi conto che esistono diversi tipi di cavo, che avrà bisogno di una mega ciabatta elettrica e che dopo corsi su corsi gratuiti online e l'acquisto di quei 15/20 cavi che mancavano, si renderà conto di aver impiegato 5 ore per mettere tutto assieme...
A questo punto si ricorderà quando arrivava sul palco con la sua chitarra e l'unico jack da 6,3 mm argentato che dava al suo amichetto e che andava a finire in un affare pieno di cursori comunemente detto mixer.
Finalmente è tutto ok, per le luci si vedrà, tanto non sono importanti (pensa)...
Collega la sua fidata chitarra (credendo di avere tempo e voglia di metterci sopra le dita) e schiaccia play sul canale sinistro!
CRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA........
Spegni tutto, stacca la spina, come mai non suona?
Allora altre 3 ore su youtube a cercare "Gli errori più comuni for dummies" ed infine si accorge che la consolle ha un volume e il mixer altri due e trovare l'equilibrio non è così banale come sembra.
Infine tutto pronto (dopo 7 ore... esclusa la navigazione su youtube) play! Cuffia, ok, qui preparo la prossima, ecco, adesso cambio! CHE SCHIFO, eppure mi ero applicato...
Ci riprova, passa giorni alla consolle prima di fare un mix decente.
Convinto delle sue ormai apprese capacità, il M.C.N.P. contatta un locale in cui aveva suonato col gruppo, si mette d'accordo, va 8 ore prima a montare la consolle e collegare il tutto accorgendosi che la sua city car non è poi così capiente...
Pronto, arriva il pubblico che dalle 20 alle 22:30 vuole mangiare, ma il M.C.N.P. nei panni del Dj, comincia a far girare la sua playlist con una discreta precisione sui cambi.
Al 4° pezzo si alza una ragazza di mezza età a chiedere qualcosa anni 80.
Il M.C.N.P. nei panni del Dj comincia a sudare freddo e pensa: "E adesso come faccio?", ma siccome siamo nel 2019 ha uno smartphone che usa come hotspot per il suo notebook, nessun problema, va su youtube e cerca anni 80, mette Y.M.C.A. e stavolta se la cava, però non può metterla a tempo, non la può mixare e il volume di youtube è molto diverso da quello della consolle (generalmente più alto), allora di corsa ai ripari, si lancia sul cursore più facile da tirare giù e se la risolve, poi si dimentica di alzarlo di nuovo e mentre in cuffia si sente la prossima traccia a volume indecente (perché la cuffia è vergognosamente economica), la sala non sente un bel niente.
Finalmente giunge il tanto atteso momento, si avvicina l'indesiderato "Vecchio audiofilo rompi coglioni" che gli dice in faccia che l'impianto fa schifo (con ragione e gran cognizione di causa) e che non verrà mai più a sentire questo strazio per le sue ex-raffinate orecchie da jazz anni 20.
A questo punto il M.C.N.P. nei panni del Dj pensa che non sta perdendo niente, ma al "Bar Sport" l'indomani mattina il "Vecchio audiofilo rompi coglioni" farà una pubblicità negativa al M.C.N.P. nei panni del Dj, niente male come inizio...
Dopo mezz'oretta dalla richiesta della ragazza anni 80, gli insulti (giusti) del vecchietto e mezzo locale svuotato dalla playlist "che piace solo a lui", viene il momento del compleanno della sedicenne di turno circondata da una... inspiegabilmente... numerosa famiglia...
Arriva una signora dello staff a chiedere al M.C.N.P. nei panni del Dj la famigerata "Happy birthday" e un po' di atmosfera con le luci... Alza il dito, ma prima che riesca a controbattere la signora dello staff svanisce al di là delle porte da saloon della cucina, perché da per scontato che il Dj abbia "Happy birthday" e le luci...
Il M.C.N.P. nei panni del Dj é nel panico totale, cerca frettolosamente "Happy birthday" su youtube, lo prepara e improvvisamente spengono la luce, buio totale!
Nel kit al risparmio che il M.C.N.P. nei panni del Dj ha acquistato usato su internet non era specificato che la consolle aveva tutte le luci bruciate (e le casse gracchiano... da cui il prezzo favorevole).
Le luci non erano importanti (vi ricordate qualche riga fa?)...
Entra la torta (le cui 16 candeline sono unica fonte di luce oltre al monitor del notebook e dei cellulari) e il M.C.N.P. nei panni del Dj preme play con la trackpad del notebook (mai usata prima di mettersi nei panni del Dj) per far partire una versione didattica di "Happy birthday", ma dopo canti a squarciagola e applausi, si accendono le luci e il M.C.N.P. nei panni del Dj è nella m...a più totale, dalle gracchianti casse non esce niente...
A quel punto TUTTI, (e con questo intendo dire TUTTI) rivolgono lo sguardo bieco verso la consolle...
Il M.C.N.P. nei panni del Dj dopo quel momento di imbarazzo totale riprende timidamente la sua playlist rimettendo qualcosa che aveva "passato" poco prima...
Tra il pubblico si diffonde il malcontento, per la fortuna del M.C.N.P. nei panni del Dj il tempo passa e giunge l'ora in cui la sala si svuota del tutto.
La vera fine della "performance" avviene quando il gestore del locale esce dalla cucina a chiedere il time out.
Visto che si conoscevano, perché il M.C.N.P. nei panni del Dj era già di casa come M.C.N.P., lo paga e lo invita a smontare il più velocemente possibile la consolle.
Nonostante le prove fatte in casa (perché simuli anche questo...), le difficoltà maggiori si presentano al momento dello smontaggio.
Il M.C.N.P. era abituato a staccare il suo unico cavo dalla chitarra e dal mixer e a riporre lo strumento nell'apposita custodia... adesso che è nei panni del Dj (considerato fino ad ora nullafacente), deve smontare di corsa e avere la city car pronta all'uso...
Visto che gli stanno lavando il pavimento attorno, il M.C.N.P. nei panni del Dj, lancia tutto dietro nel bagagliaio della city car, con i sedili abbattuti (sono le 2 del mattino) poi si vedrà...
Quando torna a casa, visto che non ha il garage, deve portare su tutto quanto... [quarto piano del condominio con l'ascensore (almeno quello...)]
Così giungono velocemente le 4.
Siccome io sono un dj nullafacente che preme solo play e conosco il M.C.N.P., da buon s-t-r-o-n-z-o, lo chiamo al telefono alle 9 del mattino dopo, per sapere come fosse andata la prima serata da M.C.N.P. nei panni del Dj, ricevendo (giustamente) il fanc..o del buongiorno.
La "serata da M.C.N.P. nei panni del Dj" era un venerdì, sabato dopo la mia "sveglia forzata" ha dormito tutto il giorno, domenica mi ha telefonato scusandosi per aver sottovalutato quel che c'è dietro all'hobby da dj e da quel giorno ci siamo aiutati a vicenda per cercare di integrare i nostri due meravigliosi mondi senza più inutili pregiudizi ed attriti!

La storia che avete letto è in buona parte inventata, tranne gli insulti realmente ricevuti nel tempo da più di uno e alcune situazioni in cui prima o poi ci si trova (vale anche per i musicisti).

Cosa vorrei trarre da questo?
Una visione di collaborazione tra due mondi apparentemente opposti che (non dimentichiamolo mai) mettono al centro la passione per la musica!
Io da "dj per passione" non ritengo di avere alcuna competenza nella lettura della musica, non ho l'orecchio assoluto e neanche quello relativo, ma oltre a saper far coincidere un tunz tunz con un altro e regolare due effetti, so dire al primo ascolto se un pezzo funziona, come catalogarlo e quando metterlo.

Qualche anno fa, chi legge magari se lo ricorda, eravamo a casa mia, nella camera da letto/computer a cazzeggiare col microfono ed il mixer.
Un mio amico stava improvvisando un'idea da "presentatore di quiz" ed io (per scherzo) gli mettevo sotto un po' di jingle...
Un altro mio amico ascoltava pazientemente con un certo distacco.
Ad un certo punto il "presentatore" fa una domanda che necessitava suspance, già che era uno scherzo, parlavamo tra noi ad alta voce ed io dissi: "Qui ci va la soundtrack di Profondo rosso".
Il mio distaccato amico è intervenuto dicendo: "Non dire caz..te", ma quando l'ha sentita suonare si è bloccato un attimo e si è immediatamente ricreduto, mi ha anche allungato la mano per complimentarsi.
Soddisfazione enorme, perché voleva dire che stavo riuscendo a contestualizzare tutta la musica ascoltata fino ad allora.
Ed ecco che una sessione di ascolto senza senso prende forma, col passare degli anni (23 sono tanti...) mi sto accorgendo di essermi forgiato un orecchio adatto a selezionare velocemente se una traccia funzionerà oppure no e l'unico modo per farlo è ascoltare una incalcolabile quantità di musica!
Ogni genere, ogni stile, ogni stonatura, ogni canzone, ogni pezzo strumentale ha delle caratteristiche che pian piano sintetizzi.

Una sera di qualche anno fa, fui invitato a mettere musica al compleanno di un padre, le cui figlie e la moglie avevano organizzato una festa a sorpresa.
Avendo avuto modo di parlare con tutte loro, ero venuto a sapere che il festeggiato era un fan di Lucio Dalla.
Allora è partito il mese sabbatico in cui non ascoltavo altro.
Anche se l'appassionato non screma nulla, il dj deve essere più distaccato e selezionare solo quello che può funzionare e in alcuni casi è bene che sia provocatorio.
La festa è finita molto bene, il giorno dopo ho ricevuto un messaggio Whatsapp con i ringraziamenti dal festeggiato per la splendida serata!
Tuttavia, non poteva mancare il super esperto di rock anni 80 che per tutta la sera mi ha chiesto "My generation!" dei "The Who".
Nonostante avessi provato a spiegargli che "non funziona", ha insistito finché non sono stato costretto a metterla, premetto che i figli del festeggiato e i loro amici gremevano la pista al ritmo di D'Agostino, Prezioso, Molella, Fargetta, Sinclair, Avicii (R.I.P.), Guetta...
Al pezzo dei "The Who" la pista si è svuotata e l'esperto stava in disparte a sorseggiare un bianco frizzante accompagnato da pizza e focaccia a buffet.
Ho volutamente cercato di incrociare il suo sguardo e gli ho fatto notare con un gesto della mano verso l'alto che scorre da parallela al pavimento che era tutto vuoto.
Se vogliamo trovare un lato positivo, da lì in poi ho potuto mettere i pezzi di Lucio Dalla per il festeggiato.

Probabilmente alcuni musicisti coveristi non professionisti credono ancora che il dj sia costretto ad ascoltare solo musica da discoteca, perché generalmente ci si aspetta questo da lui, ma non é così.
Una volta mentre stavo mettendo musica ad una grigliata, da un tavolo un signore mi ha detto se il mio notebook avesse potuto leggere i CD, perché da lì a poco me ne avrebbe portato uno che aveva in macchina.
Gli ho chiesto se avessi potuto aiutarlo senza farlo scomodare, mi ha detto: "Ve bene, ma 90/100 non avrai dischi dei Genesis..."
"Selling England by the pound? First of filth?"
Per poco non mi ha abbracciato...
Altra grande soddisfazione, derivata dall'assiduità di ascolto!

Poco tempo fa, ad una festa di compleanno un ragazzo non si è staccato dalla pista dall'inizio alla fine della serata, sono andato a complimentarmi e a ringraziarlo dicendogli: "Sei un bel casinista, sono felice che ti stia divertendo", lui mi ha risposto: "Perché a me piace la musica, tutta quella che esiste!", la mia risposta è stata: "Allora mettiti a fare quello che faccio io, non c'è modo migliore per esprimersi con la musica, non hai limiti, puoi mettere tutto quello che ti piace, tutto quello che vuoi!".
Si è fermato un attimo ed ha cominciato a formarsi un grosso punto di domanda sulla sua testa, sarò riuscito a convincerlo?

Ed ecco la migliore formula per chiudere l'articolo, se vi piace la musica, provate a mettervi nei panni del dj, potreste scoprire un mondo parallelo di cui finora avete totalmente ignorato l'esistenza!

Buona musica,
Alla prossima,
Dj Mister Mix
(A.k.a. Dj500)

lunedì 24 giugno 2019

Il crossfader

Buongiorno a tutti i lettori,
come ben sa che mi segue e mi conosce, quella nel titolo dell'articolo è una parola piuttosto ricorrente nella mia quotidianità!
Dopo varie esperienze (per lo più negative...) ho deciso di scrivere un intero articolo a riguardo.
Per chi si fosse già stancato di leggere, il crossfader è un cursore o meglio una slitta del volume che è presente in alcuni mixer per dj e serve per passare da una traccia ad un altra lasciando stare le slitte verticali.

Il volume orizzontale è il crossfader detto anche X-fader che qui si trova tra la se e la to di SERATO
Chi vuole proseguire può andare avanti da qui in poi.
Il crossfader, a mio parere, permette di creare un'intesa con la consolle o con il mixer diversa dall'uso comune.
Normalmente quando un dj cambia una traccia con la successiva, crea una sovrapposizione, poi con un volume verticale fa entrare il pezzo e con l'altro volume verticale fa uscire quello precedente.
Con il crossfader tutto viene fatto con un'unica slitta che lavora con la convergenza al centro e sfuma verso la traccia successiva chiudendo pian piano la precedente.
Tra i vantaggi, a parità di tecnica di uso, c'è la velocità di esecuzione, la precisione con sui vengono gestiti i livelli di volume e quando la slitta è a battuta da un lato, l'altro è indiscutibilmente chiuso.
Quindi a colpo d'occhio con una sola slitta si è sicuri su quale canale c'è la riproduzione verso il pubblico.

Ma sopratutto il crossfader è "l'interruttore" per lo scratch! Per questo da utile diventa "sacro" ed "indispensabile". Per questo sono disposto a spendere circa 100 euro per sostituire il mio con uno più professionale!

Qualcuno che mi conosce meno mi dirà: "Perché cambi il tuo se funziona?"
Ed eccomi al punto dolente, la mia Denon DN-MC 6000 MkII da nuova (29 marzo 2015) aveva il crossfader funzionante, dopo poco più di 7 mesi ha iniziato a non rispondere più, essendo in garanzia l'ho fatta spedire in riparazione (26 novembre 2015 - 30 gennaio 2016...), dopo questa lunghissima attesa è tornata funzionante, ma per altri 7-8 mesi... Ho atteso la fine della garanzia, il 28 marzo 2017 ho ordinato una parte di ricambio da questo negozio e ho realizzato l'impresa dell'auto sostituzione del crossfader (in realtà per le saldature è intervenuto un mio collega di lavoro che mi ha risolto un problema per me insormontabile...).
La documentazione fotografica parla da se:

Preparazione
Cursori e manopole lato frontale
Cursori, manopole e viti lato posteriore
Circuiti all'interno
Pannello frontale
Lato frontale a nudo 
Crossfader saldato su circuito da sopra
Crossfader saldato su circuito da dietro
Crossfader saldato su circuito da sotto
Crossfader stampato su circuito da davanti
Denon DN-MC6000 MKII teardown
Il 12 gennaio 2018 ho riscontrato nuovamente il problema al crossfader (durato anch'esso 7-8 mesi).
A questo punto avendone uno "sciolto", ho deciso di smontarlo e capire come funziona.
Qualcuno di voi che ha vissuto gli anni ottanta ricorderà le piste della Polistil, esse contavano su due binari al centro alimentati elettricamente e le macchinine avevano due trecce di rame che strisciavano sui binari potendo correre sulla pista (quante porte e basi di mobili rovinate dal lancio delle macchine in uscita da una curva...).
Il principio di funzionamento del crossfader a contatto è analogo e questo "rimontaggio" lo dimostra.

Chassis da un lato
Chassis da dentro
Barre di scorrimento in acciaio
Slitta dall'alto
Slitta con strisce di rame
Fine corsa in plastica con supporti per le barre in acciaio da dentro
Fine corsa in plastica con supporti per le barre in acciaio da fuori

Assemblaggio barre in acciaio su fine corsa in plastica
Assemblaggio slitta nelle barre in acciaio
Vista slitta da sotto prima del contatto con il circuito elettrico
Circuito elettrico dall'esterno
Circuito elettrico dall'interno
Allineamento strisce di rame con piste elettriche
Dettaglio contatti elettrici
Crossfader da chiudere dall'alto
Crossfader da chiudere da sotto
Crossfader chiuso da sotto con manopola
Crossfader come siamo abituati a vederlo
Il problema di questo sistema è il consumo delle parti elettriche che la slitta erode ad ogni passaggio.
Il nuovo crossfader più professionale che andrò ad acquistare è studiato per sfruttare l'intero piano che comunica ad un circuito la posizione della slitta, senza che ci sia contatto tra le parti in movimento.
L'unico contatto è tra la parte in plastica della slitta e le barre in acciaio, ma questo non dovrebbe interferire sulle informazioni tra i circuiti.

Questo articolo l'ho scritto il 12 gennaio 2018, ma non l'ho pubblicato...
Oggi, 24 giugno 2019, posso aggiungere di aver messo musica ad una festa privata contando sull'affidabilità e l'estrema precisione del nuovo crossfader!
Audio Innovate Mini Innofader Plus
Eccolo assemblato sulla consolle!
Spero di non dover aggiornare l'articolo, ma dopo quasi sei mesi di utilizzo, non ho avuto alcun "sintomo di cedimento" della parte.
Da quando ho iniziato il progetto "15 second songs" su Instagram e su Youtube ogni volta che preparo le tracce sollecito l'Innofader molto più di quanto non ho fatto i suoi predecessori.
A proposito, già che ci sono potrei proprio provarne una che mi è venuta in mente mentre stavo scrivendo.

Buona musica,
alla prossima,
DJ500

domenica 9 settembre 2018

Lo zaino perfetto per la città

Buongiorno ai miei fidati lettori,
oggi ho intenzione di raccontarvi qualcosa di non convenzionale, sia per l'argomento principale del blog, sia per quanto di altro siete abituati a leggere qui.
L'anno scorso a Milano (dopo una accuratissima ricerca su internet), ho acquistato uno zaino della XD Design. Essendo il primo della futura serie, era anche l'unico modello e si chiama Bobby.
La principale caratteristica di questo zaino è di derivare da uno studio della ditta stessa, atto a renderlo praticamente inespugnabile!
Se volete, clccando qui, potete accedere alla campagna Kickstarter di questo ambizioso progetto, dove troverete tutta la storia molto ben spiegata.

Ecco l'oggetto della recensione
Tornando alla mia impressione, ho questo zaino da novembre 2017 e quindi mi sento pronto a descrivere in quali occasioni e perché è incredibilmente comodo!
Anzitutto partirei dalle sue dimensioni. Si tratta di uno zaino relativamente piccolo, ma dalla indossabilità eccezionale. Certe volte, se non lo appesantisco troppo, mi dimentico di averlo addosso, un po' perché ho seguito alla lettera diverse guide su WikiHow su come organizzare uno zaino, un altro bel po' perché la stessa XD Design ha realizzato uno studio accurato sulla distribuzione dei pesi al suo interno. Tanto per citare una cosa piuttosto insolita, se lo riempio correttamente... sta in piedi da solo senza cadere.
Prima di avere questo zaino, avevo un backpack della Champion di ottima fattura (infatti è stato il mio compagno giornaliero per più di 5 anni...) però tutto veniva stipato all'interno con i requisiti minimi di organizzazione interna.
Nella campagna Kickstarter, XD Design mette in luce, giustamente, le caratteristiche anti ladro, che non saprei descrivere meglio di loro, tuttavia questa è la parte e il motivo per cui si sceglie questo settore, quindi si è consapevoli e ci si affida a quanto dichiara la casa costruttrice.
Da questo punto di vista posso dire che se fossi un malintenzionato punterei su quella moltitudine di zaini provvisti di cerniere a vista magari mezze aperte...
Tornando al Bobby, si tratta di uno zaino sobrio, senza manie di protagonismo, nel mio caso è nero con una striscia catarifrangente verticale sul retro, due feritoie sulle pareti a loro volta riflettenti, quattro piccole strisce orizzontali anch'esse rifrangenti sulle spalline e i loghi XD Design sulle alette in basso sensibili ai fari.
Dettagli catarifrangenti sensibili ai fari delle auto
Al suo interno si trova una buona struttura per organizzare gli oggetti.
La struttura dello zaino, a sinistra c'è la parte che sporge verso l'esterno mentre a destra la parte aderente alla schiena.
Ad essere sincero il primo approccio è stato strano... ed essendo abituato diversamente ho trovato un po' di difficoltà a distribuire il contenuto, ma forse per la seconda volta dai tempi della scuola, torna utile preparare una lista di cose da inserire nello zaino. Questo atteggiamento crea un feeling con il prodotto, quindi lo metto tra i punti a favore.
La parte di zaino che sporge verso l'esterno è corredata dalle zone che vado a descrivere di seguito.
Nella parte alta c'è un ponte che ha tre funzioni: portapenne, astuccio con cerniera e vano porta oggetti ad accesso immediato.
Ponte con fibbia per 4 penne, astuccio con zip e tasca a gravità in evidenza
In basso ci sono due tasche dalla forma lineare ma un po' discutibile... c'è poco posto o troppo a seconda di come si organizzano, ma essendo morbide possono essere appiattite nel caso si preferisca non farne uso.
Ecco le tasche confinanti con il "Pavimento" dello zaino
Da uno dei due lati c'è una piccola tasca rotonda relativamente inutile, inoltre in una zona che indebolisce una funzione di sicurezza nell'apertura.
La piccola tasca rotonda, va bene per dei sacchetti o un piccolo cavalletto da selfie...
Passando alla parte aderente alla schiena si trovano due tasche, una per un notebook da 15" (il mio MacBook Pro da 15" early 2008 ci sta largo…) e l'altra per un tablet.
Parlando del tablet e non avendolo (ancora), mi sono basato su una recensione su youtube dove dicono che la tasca specifica accolga un 9,7" che risulterebbe già ingombrante senza custodia protettiva.
Se mai ne avrò uno, aggiornerò questo articolo dando le mie impressioni.
Tasca per Notebook in alto e per Tablet in mezzo
Già che siamo in questa area, si possono notare due alette con velcro e bottone.
Nelle foto precedenti avrete notato il loro negativo, specialmente evidenziato lungo la "pelle" della tasca rotonda, ebbene, queste alette consentono alla parte che sporge verso l'esterno di aprirsi solo di 30°.
Quindi, nel malaugurato caso che si abbia a che fare con un mago del borseggio che sia riuscito ad aprire lo zaino senza che ve ne siate accorti, il fatto che si apra solo di 30° è un ulteriore ostacolo ai suoi intenti.
Parlando di questo, c'è da segnalare che tutta la parte accessibile dall'esterno è anti-taglio, quindi in una gita in città affollate si può viaggiare relativamente sereni.
Zaino aperto a 30°
Per concludere ci sono ancora cinque tasche che sono atte ad accogliere passaporto, carte di credito o debito, smartphone o elettroniche varie e hanno la caratteristica di essere anti RFID.
Alcuni ladri tecnologici, non si disturberanno a rischiare contusioni, ma staranno semplicemente seduti in metropolitana o in corriera con il loro notebook a rubarvi i dati sensibili sui dispositivi elettronici che lo permettono. Grazie a questa tecnologia, questi ultimi rimangono al sicuro nello zaino.
Tasche anti RFID
Dall'alto le due tasche laterali ad accesso (relativamente) veloce dall'esterno, poi le due tasche nelle spalline utilissime per i biglietti dei trasporti pubblici e dietro, integrata nello schienale, una mega-tasca che torna utile per il passaporto o i documenti aerei che sono più o meno di quella dimensione.
Avrete notato la presa USB-A affianco alla tasca laterale destra!
Ecco l'altro motivo per cui ho comprato questo zaino! All'interno c'è un cavo USB-A che permette il collegamento di un Powerbank per far sì che il vostro smartphone sia sempre utilizzabile!
Cosa distingue questa presa USB esterna da quasi tutti gli altri zaini dello stesso tipo è che in caso di pioggia improvvisa rimane protetta dall'aletta, perché è nella parte interna! Questo per me è "IL" punto fondamentale quando si gira in città! A costo di essere l'unico acquirente ad evidenziare e mettere in primo piano questa funzione, vi assicuro che solo per questo il Bobby non ha rivali!
Per chi (come me) patisce la pioggia (soprattutto quando lo zaino è pieno di oggetti elettronici costosi), la stessa XD Design vende a parte il copri-zaino Bobby Raincover che con meno di €10 protegge al 100% il contenuto.

Ok, fatta la dovuta presentazione delle tasche e delle funzioni, vi racconto la mia esperienza diretta con lo zaino.
Milano, metropolitana verso Rho per andare in fiera. Parcheggio a Famagosta, ma la maggior parte di gente sale a Cadorna. Moltissimi appena entrano passano lo zaino dalla schiena al petto per paura che nella folla ci sia qualche malintenzionato. Io con il Bobby sono più rilassato, perché per aprirlo non dovrei indossarlo, le cerniere sono nascoste tra lo schienale e la maniglia e se fossi preoccupato potrei metterci un lucchetto (che ovviamente ho acquistato al Brico).
Maniglia generosa (comodissima anche per appendere lo zaino) e cerniere con fori per lucchetto
Scendo dalla metro e senza mettere mano al portafogli estraggo il biglietto da una delle due tasche che ci sono sulle spalline. Passo i tornelli ed inizio a percorrere i tappeti per raggiungere la fiera.
Mettiamo caso che non sia io che tutte le notti carico lo smartphone, oppure durante il tragitto abbia "ucciso" la batteria del fidatissimo iPhone 4 per cercare il ristorante per la sera sulle mappe e Tripadvisor… Nessun problema, estraggo il cavo Dock - USB-A che trova spazio nell'organizer che tengo nella tasca del tablet, lo collego alla presa esterna e allo smartphone e via, posso continuare ad usarlo tutto il giorno!
Arrivo in fiera e alla security mi fanno aprire lo zaino: lo sfilo, apro le cerniere, stacco i bottoni, apro i velcri ed ecco che si presenta tutto il suo contenuto spalancato a 90° o a 180°.
Le zip delle cerniere permettono l'apertura a 180°
In fiera mi hanno dato un documento da indossare, l'ho appeso a una delle due fibbie riposa-dita che sono sulle spalline, così non ci ho sudato sopra…
Un altro aspetto che non va dato per scontato è che lo schienale ha una struttura per la circolazione dell'aria e nella parte che non rimane a contatto con la schiena, hanno messo una fibbia un po' elastica adatta per appendere lo zaino alle maniglie dei trolley.
Struttura posteriore aerata e fibbia per trolley
Nelle fiere di solito lasciano cataloghi, deplian e piccoli gadget, se si è previsto di prenderne un po' la tasca porta notebook torna utile, magari quel giorno a malincuore lascio a casa le mie straordinarie cuffie per far posto agli oggetti...
Una cosa che da "difetto" diventa un pregio, essendo 45x30x16,5 cm sta sotto alla sedia del ristorante, la struttura è morbida, ma non deformabile, quindi da vuoto o da pieno è sempre uguale.
Una cosa che manca è uno o più punti di aggancio per bloccarlo alla sedia del ristorante o del tavolino del bar, la Solgaard ci aveva pensato (nello stesso periodo), ma la XD Design oltre ad essere esteticamente superiore, mi ha convinto molto di più e non me ne sto pentendo!

Quest'anno il Bobby mi ha accompagnato in viaggio tra Francia e Germania, dove ho avuto modo di scoprire tutte le sue peculiarità, tant'è vero che tra Lione, Strasburgo, Stoccarda e Costanza ho scritto buona parte di questo articolo dall'app Blogger sul fidatissimo iPhone 4 del 2011.

Tuttavia, qualche pecca c'è, una l'ho già detta, un lucchetto per bloccarlo a sedie o tavoli (devo dire che la XD Design nei progetti successivi l'ha integrato già dal Bobby Bizz), l'altra è questa…
Questi graffi non compromettono la funzionalità, ma l'estetica sì...
Per concludere direi che si tratti di un ottimo prodotto, costa circa €90, nel frattempo la XD Design ha creato modelli nuovi, ma il Bobby (attualmente rinominato Bobby Original) ne è il capostipite.
Ecco come riempio lo zaino, il notebook e la Visa in realtà non ci sono quasi mai, ma tutto il resto è il mio survival kit.
Se siete interessati all'acquisto c'è qualche negozio che lo tratta, va cercato un po' su Google, oppure lo vende direttamente il sito ufficiale XD Design, ma c'è anche il comodo link su Amazon.
Attenzione, ci sono parecchie imitazioni, la porta USB sotto l'aletta è una caratteristica unica di questo modello, stavo per caderci, al punto che ho preferito andare in negozio a Milano.

Alla prossima,
Dj500