martedì 30 aprile 2013

Impressioni d'ascolto

Buonasera a tutti i miei fedeli seguaci (non vi chiamo per nome per rispetto alla privacy...).
Ogni tanto me ne esco con il mio articolo personale, con la speranza che possa essere d'interesse a qualche lettore.
Stasera ho una voglia matta di condividere il periodo musicale che sto attraversando in questa cinquina di settimane.
Mi allontano un po' dalla mia parte digei-istica per lasciare spazio a quella audiofila, che secondo me è necessaria per migliorare la percezione dell'ascolto e il bagaglio musicale.
Sono più o meno cinque settimane consecutive che il mio hi-fi suona giorno e notte ininterrottamente.
Che sono matto lo sapete già, ovviamente i livelli di volume sono adeguati alle ore scandite dall'orologio, ma vi starete chiedendo: "Perché non lo spegni mai"?
Il centro della mia semplice catena hi-fi è rappresentato dall'amplificatore integrato Cambridge Audio A500, il quale riceve energia da un grosso trasformatore toroidale che la distribuisce nel migliore dei modi in non meno di 36 ore.
Con l'orecchio un po' allenato, si capisce immediatamente la differenza da quando l'impianto suona da poco a quando lo fa già da parecchio.
Il Cambridge ha parimenti pecca e pregio di essere molto mieloso, come descrive chiaramente Lucio Cadeddu in questo articolo.
Quindi per ascoltare "Back in black" degli "ACDC" è meglio che sia freddo, in quanto molto più vivace e aggressivo, al contrario per "Chariots of fire" di "Vangelis" è opportuno attendere qualche decina di ore...
In realtà, con questo articolo, vorrei condividere il mio esercizio di ascolto.
All'inizio della maratona, ho inserito nel cassetto del lettore "Beethoven - Symphonie No.9" nella straordinaria edizione "Gold" di "Herbert Von Karajan" nel ruolo di direttore della "Berliner Philarmoniker" negli studi della "Deutsche Grammophon" (1984).
Non c'era storia, nonostante la qualità eccelsa di registrazione, non si riusciva a sgrovigliare la matassa di suoni riprodotta dalle scintillanti Chario: "Appena accese".
Così ho ripiegato su "Seven lives many faces" di "Enigma" pubblicato da "Virgin" (2008), perché la musica "Computer based" passa bene da subito.
Grazie a questo intro, ho scaldato l'impianto e due giorni dopo mi sono messo nuovamente il Karajan Gold che si è trasformato in una estensione di sonorità.
Devo puntualizzare che la combinazione Cambridge Audio D500, Cambridge Audio A500 e diffusori Chario Reference 200T non è adatta alla musica orchestrale, perché con il materiale troppo ricco, si impasta un bel po'.
Dopo essermi assaporato il Ludovico Van in una delle mie caratterizzazioni musicali preferite, ho inserito nel lettore qualche altra registrazione:

  1. "The dark side of the moon" dei "Pink Floyd" edizione "EMI" (2003) in "Hybrid CD-SACD", tanto semplice quanto straordinario, l'ideale per il mio sistema hi-fi.
  2. "Scratch my back", un ambizioso, ma perfettamente riuscito, progetto di "Peter Gabriel" su etichetta "Realworld" (2010). Consiste in una rivisitazione in chiave orchestrale di alcuni "must" del rock di autori diversi dall'interprete. Tra le tracce, secondo me, spicca "The book of love" dei "Magnetic Fields" che in questo arrangiamento avvolge l'ascoltatore che rimane meravigliato da una chiarezza vocale centrata tra i diffusori.
  3. "Lifeline" di "Ben Harper & The Innocent Criminals" edizione "Virgin" (2008). La chitarra storica di Ben in "Paris sunrise #7" e in "Lifeline" trafigge le orecchie con una magistrale intersezione di accordi.
  4. "The long black veil" dai mitici "The Chieftains" dove si può assaporare lo stile country di "Coast of Malabar" suonato assieme a "Ry Cooder". Beh, la prima volta che l'ho ascoltato sono rimasto letteralmente rapito dalla sua magnificenza, consigliatissimo l'ascolto (se amate il country).
  5. La sorpresa, il punto di arrivo, quello che mi aspettavo di sentire è finito quasi per caso alla mercé del laser del Cambridge Audio D500... "If on a winter's night..." di "Sting", etichetta "Deutsche Grammophon" (2009). Non esisteva altro, ero immerso in un corridoio melodico tra le Chario, la voce proveniva dalla manopola del volume, tutti i suoni erano riprodotti attorno al cantante con una maniacale immagine stereofonica. Belli i pezzi, straordinaria l'interpretazione e l'impianto sembrava nato apposta per riprodurre quella registrazione! Secondo voi ve lo sto consigliando? Attenzione perché di tratta di un CD serio, necessita di un impianto caldo e di molta dedizione all'ascolto.
  6. Proprio ora, mentre sto scrivendo, sono circondato delle note di "Let's talk about love" di "Celine Dion" edizione "Columbia" (1997). C'è la rinomata "My heart will go on" resa famosa dal film "Titanic", ma personalmente consiglio l'ascolto del pezzo omonimo al titolo del CD.
Vi lascio augurandovi buon ascolto dei vostri pezzi preferiti, qualunque essi siano.
Se siete interessati ai miei consigli, posso imprestarvi le registrazioni oppure potete rivolgervi al vostro rivenditore preferito di CD, sono tutti molto comuni.

Alla prossima,
DJ500