giovedì 13 maggio 2010

Burla

Buongiorno a tutti i lettori,

oggi voglio raccontare una burla che mi sono studiato nei confronti della mia fidanzata.

Nel mese di marzo siamo entrati in un negozio di dischi per regalare due incisioni a degli amici; mentre aspettavamo il nostro turno alla cassa ho iniziato a girare nel reparto che espone i “pezzi” degli impianti audio di un certo livello.

Nel bel mezzo delle casse da scaffale spiccavano due “cubetti” dell’americana Bose®, ho chiamato la consorte e le ho chiesto se me li avesse regalati al prossimo compleanno!

Le sono piaciuti e ha annuito… potevo starmene sulle mie e strofinare le mani con la risata cattiva, ma non me la sono sentita! Le ho detto di informarsi sul prezzo.

Come vuole la prassi, l’addetto ha inserito un CD per far sentire il suono del prodotto… poi le ha chiesto € 675!!!

Nel negozio si è tenuta, quando siamo usciti mi ha chiesto cosa avessero di speciale e soprattutto (secondo lei) si sentivano come le casse della sua macchina o lo stereo dell’Ipercoop da 10 euro!!!

Posso essere d’accordo che il prezzo è troppo elevato rispetto alla reale qualità audio che forniscono (sicuramente priva di buona parte delle frequenze medie, per motivi fisiologici di dimensione) ma non mi si possono paragonare allo stereo vinto alla lotteria del Luna Park!


Questa storia l’ho raccontata per introdurre l’argomento che vorrei sviluppare…

In questo blog mi sono definito più volte audiofilo, ma non è corretto. Uso impropriamente il termine per dire che cerco una buona qualità di riproduzione senza eccedere nei costi.

Quando ero piccolo andavo in casa di mio cugino, dove suo padre aveva un impianto a “pezzi” (componenti) separati.

Mi chiedevo perché il lettore CD da una parte, l’amplificatore dall’altra, l’equalizzatore… non era più conveniente avere tutto assieme?

Quando non mi è più bastata la qualità offerta dagli aggeggi “all-in-one”, sono passato anch’io all’idea di componente separato!

Il lettore CD che ho comprato costava € 450 e serve solo per leggere i CD digital audio;

L’amplificatore da € 350 serve solo per amplificare il segnale a 85 WRMS per canale a 6Ω;

Le casse da € 350 cadauna servono solo a ricevere il segnale a 4Ω e possono essere caricate fino a 110 WRMS (quindi in totale sicurezza);

Ho aggiunto 2 cavi di potenza da 1 metro (€ 20 cadauno) e 1 cavo di segnale da 1 metro (€ 20).

Starete pensando che con quella cifra vi sareste presi un gran bel Home Theatre a 6 canali da 300 Watt (Peak), mentre io ho solo un lettore CD stereo!

Vi invito a casa mia a fare una prova di distorsione, posso garantirvi che fino a ¾ del volume non si sente un fruscio (ma a quel punto avrete già abbassato il “Volume”)


Avrete notato che scrivo spesso WRMS perché purtroppo è la caratteristica che fa’ la differenza!

Come il megapixel per le fotocamere, il Watt è una manovra di mercato vergognosa!!!

Comprate un impianto da 300 Watt e se sono onesti vi accorgerete di avere 150 W sulla cassa per i bassi (scatola nera ingombrante chiamata “subwoofer”) e 30 W da cinque cassettine che 1/3 del volume distorcono come un gesso sulla lavagna!

Lo spiegone tecnico lo trovate qui e qui, in poche parole 150 W di picco corrispondono (se va bene) a un 40% in meno quindi 90 WRMS per il solo bum bum bum… ogni cassettina fornisce i suoi 30 Watt che si riducono a 18 WRMS di potenza lineare; nella migliore delle ipotesi c’è un amplificatore super-compatto con un crossover (separatore di segnale) grande come un tappo che distorce al 30 % del “volume”, peggio ancora se è tutto integrato nella cassa per i bassi…

Basti pensare che gli audiofili (quelli veri) comprano dei mobili pesantissimi con i piedi a punta e mettono 4 piedi a punta sotto all’amplificatore per disaccoppiarlo il più possibile dalle vibrazioni del terreno!

I subwoofer notoriamente generano potenti vibrazioni, tutte a discapito della qualità d’ascolto!

L’impianto che ho in casa ha una rotella per il “Volume” che serve… ad alzare il “volume”.

Non la distorsione, e la differenza la sente anche uno che non se ne capisce o che non gli interessa!

Con le buone registrazioni (Es.: The dark side of the moon dei Pink Floyd edizione 2003 su SACD ibrido CD) devo spesso ricorrere ad ABBASSARE il “Volume”!

Essendo un principiante aspirante dell’audiofilia, devo dire che avendo sempre avuto con impianti di qualità medio - bassa, ho sentito una notevolissima differenza con il Cambridge Audio/Chario…

Ero abituato ad alzare fino a che le casse non facevano BumPE, bumPE, bumPE con quel fastidiosissimo suono distorto… la prima volta, credendo di arrivare al BumPe, ho rischiato seriamente i timpani!!! La cosa strana e insolita è che il “Volume” alto dà poco fastidio (nell’immediato…) poi però penetrando tantissimo nelle orecchie, richiede di agire al contrario sulla rotella.

Se un giorno non sapete cosa fare, andate da un negozio che tratta alta fedeltà in un posto dove non tornerete almeno per un anno, dite di essere interessati all’acquisto di un paio di casse e poi deliziatevi in sala d’ascolto! È un’esperienza bellissima a mio avviso.

Tornando ai Bose® se capitate all’outlet di Serravalle Scrivia, non dimenticatevi il teatro, non vi anticipo niente, potreste rimanere sotto shock!!!